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LA MOSTRA |
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CROMAZIO DI
AQUILEIA: |
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| AL CROCEVIA DI GENTI E
RELIGIONI |
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| UDINE - Palazzo patriarcale |
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06 novembre 2008 – 08 marzo 2009 |
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| L'età di Cromazio vescovo Dalla disfatta che i Romani da parte delle tribù dei Goti subirono ad Adrianopoli (378) al sacco di Roma (410). Questi gli estremi cronologici entro i quali si dispiega l'età di Cromazio vescovo di Aquileia. E’ questa l'epoca riconosciuta come uno spartiacque che dette inizio, e non in sordina, all’apertura di un’inedita pagina di storia: nella civiltà antica, quella dell'impero dei Romani, allora si stava innescando un processo, un susseguirsi di fatti che, mentre distaccava la storia dell’occidente europeo –fino ad allora compaginato in unità nell’impero di Roma- da quello dell’oriente, prospettava verso quella storia d’ Europa che tutt’oggi viviamo, ponendone le basi e le caratteristiche. Il territorio con al centro Aquileia, la capitale amministrativa Venetia et Histria, la provincia più orientale dell'Italia romana, è caratterizzato nelle fasi storiche costantemente, pur nel variare e nel succedersi dei fatti, dall'essere per così dire “faglia” non solo geografica, ma luogo umano dell'incontro e dello scontro. Venetia et Histria è, infatti, il significativo binomio con cui i Romani hanno denominato la provincia più orientale della loro Italia. E questo è il carattere che imprimerà tutta la storia della Chiesa aquileiese, prima e dopo l'età di Cromazio. Eppure fu allora che, nei decenni del trapasso tra IV e V secolo la Chiesa di Aquileia visse,grazie alla presenza e all’opera pastorale del vescovo Cromazio, la sua epoca d'oro: l'esperienza religiosa aquileiese permette di far emergere, all'interno di una situazione storica drammatica, quei caratteri costitutivi e quelle garanzie spirituali che la caratterizzano come Chiesa Madre al crocevia tra popoli e culture differenti: latino-italica, slava e tedesca. La portata e le conseguenze di questa svolta epocale avrebbero marcato sempre più l’unità dell’antica civiltà mediterranea, approfondendo la scissione tra l’oriente e l’occidente, tra l’impero della tradizione - quello romano-bizantino - e quello franco-germanico, tra l’Europa nord-occidentale e quella balcanico-orientale. Si stava mettendo le premesse per la formazione di due civiltà differenti, e spesso tra loro antagoniste. Aquileia, dunque, espressa dalla sua Chiesa, ne sarebbe rimasta indissolubilmente implicata entro una storia posta sul limitare, drammaticamente e profondamente lacerata tra due mondi, e con alterna sorte. Dell’affacciarsi di tali cambiamenti di rotta il vescovo
Cromazio fu spettatore ed attore al contempo. Su questi eventi egli
cercò per il bene del suo gregge di immettere luci di conoscenza
e di fronte a tali sconvolgimenti di opporre rimedi per l’anima, con
acutezza di intelligenza cristiana e con apporti di innovativo profilo
culturale. Per favorire una migliore intelligibilità di
così complessi e drammatici eventi la Mostra si caratterizza
per far convergere tra loro i tradizionali modi espositivi:la classica
esposizione delle testimonianze d'arte e di cultura con l’interazione
di ricostruzioni filmiche e virtuali. La Mostra si articola in un succedersi
concatenato di sette unità ognuna delle quali illustra di seguito
i luoghi, l'epoca, i personaggi, gli avvenimenti storici e culturali
che connotarono l'età di Cromazio e la città di Aquileia
al crocevia di genti e religioni. Ecco in sintesi il percorso nell’età di Cromazio
vescovo: |
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